E’ apparentemente assurdo, ma la vegetazione alpina ama vivere in tali condizioni ambientali e, anche potendo scegliere un luogo migliore, soffrirebbe e assumerebbe un aspetto irriconoscibile, quasi avvilito. Una prova evidente è la Stella alpina: coltivata al di fuori del suo habitat e venduta in diverse località turistiche, perde la lanugine bianca, caratteristica che l’ha resa famosa e apprezzata.
Esistono fiori che prediligono le creste continuamente colpite dal vento, altri preferiscono le pareti rocciose in ombra d’acqua, altri spuntano fra gli aridi ghiaioni, altri si crogiolano imperterriti sotto il sole cocente, altri immergono le radici perennemente nell’acqua. E’ la biodiversità, concetto tanto abusato, quanto poco rispettato, che si manifesta anche per il mondo vegetale. La flora alpina si è, quindi, perfettamente adattata all’ambiente in cui cresce al punto che fattori ostili sono divenuti indispensabili per la sua sopravvivenza.
A proposito dell’evoluzione delle piante è interessante e curioso capirne l’esatta dinamica. In realtà gli organismi vegetali non attuano mutamenti nel metabolismo, nella forma e nell’aspetto in modo consapevole e attivo. Ad ogni generazione possono nascere, però, piante “anormali” con caratteristiche favorevoli e vantaggiose, che prendono il sopravvento sulle altre e le sostituiscono; oppure, mal sopportando la concorrenza di altre specie, crescono isolate, in luoghi ancora più “difficili”. Alcune piante non si sono ricoperte di spine, sapendo così di non essere mangiate, ma non vengono mangiate perché pungono. Vale lo stesso principio anche per le amare genziane e i velenosi aconiti. I fiori della Viola biflora fioriscono in tempi diversi: raddoppiando la probabilità di essere impollinati, favoriscono la sopravvivenza della specie. Un’anomalia genetica casuale si è rivelata vantaggiosa e ha prevalso sulle altre forme, divenendo la normalità. Ma ognuno dei fiori che si incontrano durante le escursioni (se li sappiamo riconoscere) possiede il proprio “escamotage”, senza il quale non potrebbe sopravvivere e verrebbe sopraffatto dagli altri fiori, pronti a rubare il suo prezioso spazio vitale.
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