Il diaframma è a 7 lamelle, una soluzione intermedia tra le realizzazioni più semplici a 5 o 6 lamelle e quelle più performanti a 9 che restituiscono i punti luminosi fuori fuoco uniformemente circolari; va detto comunque che lo sfuocato è decisamente piacevole con morbidi e graduali passaggi.
L’angolo di campo coperto per i sensori a pieno formato è di 14° circa e scende a 8° 52’ nel caso del formato APS-C Nikon. Occorre precisare che la luminosità f/3.5 rimane realmente tale solo per le riprese all’infinito; con l’aumentare del rapporto di riproduzione vi è una progressiva diminuzione della luminosità, quantificabile a 1.4 stop al rapporto 1:1. L’esposimetro tiene automaticamente conto di tutto ciò e lo indica nel display, ma di fatto l’immagine finale ha peculiarità (e profondità di campo) relative al valore f/3.5.
Il rapporto di riproduzione 1:1 è ottenuto dalla distanza di 47cm; la distanza effettiva di lavoro è ovviamente minore poiché considera l’ingombro obiettivo + paraluce.
Le prestazioni ottiche
Anzitutto va segnalata la buona uniformità tra il centro e i bordi dell’immagine in tutti i diaframmi. La definizione è alta, con punte nei valori f/5.6, f/8 e appena inferiore a f/11, per ritornare successivamente (diaframmi f/22, f/32) a livello dell’apertura massima. Il contrasto è davvero ottimo, la vignettatura risulta percettibile a f/3.5 anche nel formato APS-C, tuttavia diventa insignificante a f/4.5 e nulla a f/5.6. Eccellente la correzione della distorsione.
