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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Tamron SP AF 180mm f/3.5 Di LD (IF) MACRO 1:1
Ho sempre amato i macro teleobiettivi medio-lunghi per le riprese ravvicinate, sia per la distanza di lavoro, sufficiente per riprendere agevolmente piccoli animali sul campo, sia per la copertura angolare limitata che consente un buon controllo dello sfondo. Trovo ottime le  lunghezze focali 180 / 200mm per il formato pieno, ma un po’ troppo lunghe per i sensori a formato ridotto. Ad ogni modo, dopo il AF Micro-Nikkor 200mm f/4D IF-ED, prendiamo in esame un obiettivo dalle caratteristiche similari: il Tamron SP AF 180mm f/3.5 Di LD (IF) Macro. La casa giapponese ha grande esperienza negli obiettivi per la ripresa ravvicinata e, accanto al modello nominato, ha in catalogo anche il classico ed apprezzatissimo SP AF 90mm f/2.8 Di Macro. Gli obiettivi Tamron contrassegnati  SP (Superior Performance) fanno parte della serie di punta del costruttore.
L’obiettivo è realizzato con cura e questo si nota appena si apre la confezione. In dotazione, oltre al paraluce, si trova un ottimo astuccio morbido con la relativa tracolla. L’obiettivo ha un bel design, decisamente più accattivante rispetto al 200mm Micro Nikkor.

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Le dimensioni sono generose (166.7mm x 84.8mm), come anche il peso (920g); massima parte dei materiali utilizzati sono policarbonati di buona qualità, assemblati con cura. In  questo momento non posso riportare testimonianze affidabili sulla la resistenza della meccanica e dei rivestimenti di superficie dopo un utilizzo intenso nel tempo. Il metallo restituirebbe indubbiamente un’impressione di maggiore solidità, tuttavia va ricordato che oggi le resine plastiche, pure o ibride che siano, dimostrano un grado di resistenza decisamente elevato, soprattutto in rapporto al peso. Il paraluce è imponente, lungo 10cm, con innesto a baionetta. La finestrella superiore indica il rapporto di riproduzione ottenuto nelle varie distanze di ripresa, in m/ft. Posteriormente ad essa passa il robusto collare di attacco al treppiede, con una  vite di fissaggio ben dimensionata. Il collare è staccabile ma, onestamente, non vedo la necessità di un’operazione del genere per riprese ravvicinate.

 

 

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