D. Dal vostro portfolio è immediatamente evidente la predilezione verso la fotografia di paesaggio. Quest’ultimo viene affrontato prevalentemente dal punto di vista artistico/estetico o naturalistico?
R. Noi cerchiamo di affrontare il paesaggio soprattutto dal punto di vista artistico; tuttavia, in molti casi, occorre essere naturalisti per poter individuare uno scenario degno di interesse. Ad esempio, conoscere dove e quando una rara specie di pianta fiorisce oppure quali caratteristiche naturali contribuiscono nel fare di un determinato paesaggio qualcosa di unico.
Nelle migliori fotografie di paesaggio le due componenti, estetica e naturalistica, confluiscono armoniosamente. Noi lavoriamo principalmente su progetti che sono legati ad emergenze ambientali. Non siamo interessati alla documentazione strettamente scientifica, cerchiamo piuttosto di evidenziare l'importanza dei luoghi attraverso la loro bellezza in modo esteticamente valido.
Alle volte, in alcune pubblicazioni è necessario includere immagini di fauna oppure macrofotografie ad alti rapporti di riproduzione. Pur eseguendo tali riprese, sentiamo di operare in un campo che non ci appartiene realmente. Comunque, tali soggetti occupano meno del 5% del nostro lavoro.
D. Per quale ragione avete optato per fotocamere di grande formato? Il loro utilizzo presuppone una precisa filosofia nel lavoro?
R. Direi proprio di sì. Anzi, andrei oltre affermando che si tratta quasi di un modo di essere. Il lento procedere del lavoro e l'alto costo per singolo fotogramma hanno grande influenza su come uno imposta le riprese, come analizza un determinato scenario, come pianifica i suoi progetti, i suoi viaggi, la sua vita in generale. Questo non vale solamente nella fotografia di grande formato, pensiamo avvenga anche nella ripresa di animali o in altri campi specializzati.
Se un fotografo desidera affermarsi in un determinato campo di ripresa, qualsiasi esso sia, e puntare su elevati qualitativi, dovrebbe approfondire realmente e non guardare a destra e a sinistra. Naturalmente, occorre individuare il settore di maggior interesse. Essere generici non comporta vantaggi dal punto di vista qualitativo. D’altra parte, la specializzazione potrebbe non dimostrarsi vantaggiosa dal punto di vista economico. E' certamente una sfida.

