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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

Direttore editoriale
Ioannis Schinezos

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Aspetti legali

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Molti di voi conoscono la rivista statunitense Outdoor Photographer, il prestigioso mensile di fotografia della natura a cui collaborano alcuni dei migliori nomi a livello mondiale. Per la verità, più di qualcuno non approva la quantità di pubblicità presente, specie nelle ultime pagine, fatto sta che la rivista in questione rimane una delle poche che riesce a insegnare qualcosa anche ad un fotografo “maturo”.
Quello che apprezzo in Outdoor è la varietà degli argomenti trattati, alcuni dei quali forse troppo ovvi o banali per noi europei (e italiani). La rubrica che personalmente adoro è curata dal fotografo Dewitt Jones ed è intitolata, appunto, Basic Jones. Il fatto che incuriosisce è che, nelle due pagine dedicate, l’autore non tratta – se non raramente – di questioni tecniche ma riflette, analizza e discute sul rapporto interiore tra il fotografo naturalista e i propri soggetti.
Ripeto, per molti di noi i contenuti potrebbero apparire ingenui, innocenti e, a volte, ovvi, ma naturalmente non si tratta di nulla di tutto questo: una rivista a diffusione mondiale non affiderebbe mai una rubrica ad un fotografo che affronta argomenti scontati. Nonostante le riflessioni contenute non siano affatto leggere, il linguaggio dell’autore è decisamente limpido e “friendly”, come se il lettore ascoltasse i pensieri di un amico davanti a un bicchiere di vino.
In un recente numero di Outdoor Photographer, l’articolo della rubrica in questione era intitolato “And the meadow said…”. Meadow ha il significato di “campo incolto” e, credo, non a caso l’autore scelse proprio questo ecosistema modesto su cui basare le proprie riflessioni.
Anzitutto Jones insiste nel sottolineare quanta ricchezza, complessità e vita si nasconde in habitat apparentemente monotoni e poveri e che, dal punto di vista dell’evoluzione, non possa esistere il concetto di “più” o “meno” importante. Inoltre, scrive, “io guardo a tutta questa complessità non come il risultato di una battaglia ma di un equilibrio”.
Il fotografo riporta a proposito una sua chiacchierata con alcuni ricercatori della Hewlett-Packard i quali discutevano su quale frase potesse al meglio rappresentare la loro visione nel campo della ricerca. Per diversi anni avevano utilizzato lo slogan “Diventare la migliore divisione di ricerca del mondo”. Alla fine essi decisero di apportare un’unica ma fondamentale modifica, una sola parola che comunque ha ribaltato  completamente il concetto della precedente  concezione: “Diventare la migliore divisione di ricerca PER il mondo”.
“Questo” scrive Jones “vedevo esattamente in quel campo incolto dove stavo fotografando. Ogni albero, ogni foglia, ogni uccello, ogni fiore non era il migliore del campo ma era il migliore PER il campo.”

Perché sto scrivendo tutto questo? Perché - almeno per quel che mi riguarda - se mi guardo attorno vedo fotografi naturalisti, editori e associazioni del settore che lavorano per molti altri motivi (anche validi da certi punti di vista) ma non certamente PER LA NATURA…

Copyright 2009 per il testo
Ioannis Schinezos

pagine 1