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Naturaemagazine
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La prima impressione che offre di sé non è certo delle migliori; anzi, si presenta piuttosto come un uccello piuttosto insignificante. Ma basta inquadrarlo all'interno del binocolo e l'occhione acquista subito fascino e simpatia; sarà forse per quelle sue movenze circospette e buffe; per quel suo strano modo di muoversi col corpo teso in avanti quasi orizzontalmente, alternando rapide corse ad improvvise e brusche fermate, e per quel suo particolare aspetto morfologico che sembrano averlo fatto uscire dalla matita di un fumettista caricaturista che si è divertito a prendere qua e là particolari di varie specie assemblandoli poi assieme.
Ecco allora due robuste zampe da otarda, un corpo da limicolo di medie dimensioni, con un piumaggio dalle tinte brune e fulve, con striature e vermicolature bruno-nerastre; la testa è rotondeggiante e grossa, leggermente sproporzionata rispetto al corpo; il becco, giallo con la punta nera, particolarmente robusto, spesso utilizzato alla maniera degli aironi; su tutto spiccano due grandi occhi da "rapace notturno", gialli con la pupilla nera, che, oltre a suggerirne immediatamente il nome, evidenziano anche le abitudini crepuscolari della specie. Proprio verso sera l'attività dell'occhione aumenta, intensificandosi al crepuscolo e durante la notte, quando l'animale si muove sia per il corteggiamento e l'accoppiamento nel periodo riproduttivo, sia più comunemente per cacciare gli invertebrati di cui si nutre che, in quelle ore, risultano maggiormente attivi sulla superficie del terreno.

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Le prede possono essere rappresentate anche da farfalle notturne e altri insetti volanti, così come da piccoli roditori che vengono catturati assestandogli potenti colpi di becco; al riguardo ho avuto modo di assistere alla predazione di un pulcino di corriere Piccolo mentre l'adulto cercava disperatamente di attirare l'attenzione dell'aggressore su di se.
All'imbrunire l'occhione, prevalentemente silenzioso durante il giorno, si fa sentire; solitamente è un singolo individuo che inizia ad emettere un caratteristico fischio poi le risposte degli altri ed il canto diviene una serie di suoni velati che assumono toni via via crescenti. Trattandosi di una specie gregaria per gran parte dell'anno, raramente il canto ha un significato territoriale, ma prelude invece spesso all'inizio di attività comuni difficilmente osservabili per via delle condizioni di luminosità; è così possibile ascoltare diversi individui che si chiamano e si rispondono. E' questo un buon sistema per accertarne la presenza su un determinato territorio anche se difficilmente si riuscirà a localizzare i singoli animali a causa dell'oscurità.

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