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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Quale scegliere?
I costruttori di ottiche per reflex hanno a catalogo obiettivi macro di diverse lunghezze focali, suddivisibili in tre gruppi: 50-60 mm, 90-105 mm, 180-200 mm. Alcuni propongono focali “intermedie” (70mm, 150mm), o addirittura più corte (ad es. AF Tokina AT-X 35mm f/2.8 Macro) ma solo per fornire ottiche più compatte che, con le attuali reflex digitali APS-C, possono dare angoli di ripresa simili a quelli che si avrebbero, con ottiche più lunghe, su reflex 24x36mm.
Tutti i fabbricanti indicano la minima distanza focheggiabile (mdf) dei loro obiettivi macro e quale rapporto di ingrandimento possiamo ottenere a quella distanza. Che è la distanza tra soggetto e pellicola.
Tra il soggetto e noi c’è l’obiettivo, le cui dimensioni non sono trascurabili rispetto alla distanza di messa a fuoco. E non sono proprio piccole, né rassicuranti, per lucertole o libellule. Ecco perché occorre tenere in considerazione la distanza di lavoro (o working distance, WD), che qui definiamo - rinunciando al rigore delle leggi dell’ottica - come la distanza tra il soggetto e l’estremità anteriore dell’obiettivo (senza paraluce).

Tabella 1

Distanze di lavoro e di messa a fuoco per alcuni obiettivi macro utilizzati a 1:2 e 1:1.

 

 

* richiede il tubo Nikon PK-13 (27,5 mm) per R = 1:1
** richiede il tubo Nikon PN-11 (52,5 mm) per R = 1:1
◊ con la lente addizionale Canon 500D
# richiede la lente addizionale Nikon 6T per R = 1:1

 

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