L’elicoide dei vecchi macro (tra cui ricordo i Micro-Nikkor 55mm f/3,5 e 105mm f/4) traslava tutte le lenti, conferendo alle stesse il medesimo spostamento, lasciando invariate le interdistanze tra lenti e gruppi ottici. In quegli obiettivi il progetto era ottimizzato per dare la massima risolvenza alle distanze medio-corte, in modo da mantenere prestazioni adeguate sia alle lunghe distanze, sia alla mdf. Tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 del secolo scorso, i progettisti delle principali industrie di obiettivi elaborarono schemi ottici “a lenti flottanti”: ruotando la ghiera di messa a fuoco dall’infinito alle corte distanze, lo spostamento in avanti non era più lo stesso per tutti i gruppi ottici. Alcune lenti traslavano più di altre; in alcuni obiettivi una o più lenti restavano addirittura immobili ruotando la ghiera di messa a fuoco. In tal modo l’obiettivo cambiava la lunghezza focale, che assumeva il valore nominale solo all’infinito. Questo “stratagemma” fu utilizzato in alcuni obiettivi “normali” (non macro) e pressoché in tutti i macro prodotti da allora sino ad oggi. Il Micro-Nikkor AI-S 105mm f/2.8 (la cui produzione iniziò nel 1983) non aveva (a differenza del suo predecessore 105mm f/4) una lunghezza focale di 105 mm quando era focheggiato alla mdf (1:2). Infatti, il 105mm f/4 raggiungeva un R = 1:2 a 47 cm; il 105 mm f/2.8 a 41 cm. Ecco scoperto il “trucco”: la versione f/2.8 deve focheggiare più vicino per avere lo stesso R in quanto la sua lunghezza focale si riduce alle corte distanze.
Tutti i moderni obiettivi macro usano lo stratagemma di diminuire la lunghezza focale quando focheggiati a distanze inferiori all’infinito. Alcuni obiettivi macro, e tutti quelli di maggiore lunghezza focale (≥ 150 mm), adottano un meccanismo di messa a fuoco interna (internal focusing, IF) che consente risultati analoghi in quanto lo spostamento interno delle lenti induce una riduzione sensibile della lunghezza focale a mano a mano che focheggiamo alle corte distanze. In tal modo, R può aumentare senza aumentare t (ma diminuendo F nella relazione [2]).
Quel che abbiamo sin qui chiamato, in modo un po’ irriverente, “stratagemma” o “trucco” delle lenti flottanti e della messa a fuoco interna è, seriamente parlando, un precisa scelta progettuale che ha un’importante conseguenza per noi fotografi: permette un’elevata qualità d’immagine dall’infinito sino a 1:1 (tutti i macro attualmente prodotti raggiungono 1:1 senza accessori).
