2° caso: stessa inquadratura.
Per avere con una fotocamera digitale APS-C la stessa inquadratura che abbiamo con la reflex 24x36 mm, dobbiamo aumentare la distanza dal soggetto. Ciò comporterà una diminuzione del rapporto d’ingrandimento (R). Tale diminuzione di R compenserà in misura maggiore il minor diametro del cerchio di confusione del formato APS-C, come dimostriamo nell’esempio che segue.
Immaginiamo di voler riempire esattamente l’inquadratura con un soggetto lungo 36 mm.
Per fare ciò, su formato 24x36 mm dovremo utilizzare un rapporto di ingrandimento 1:1 (= 1 X).
Su APS-C, il rapporto d’ingrandimento dovrà essere più basso, potendo avere una dimensione dell’immagine pari a 24 mm per riempire il lato lungo del sensore. Pertanto, sarà sufficiente un rapporto di ingrandimento R = 24/36 = 0,67.
Otterremo la stessa inquadratura su formato 24x36 e su APS-C con diversi rapporti di ingrandimento, rispettivamente pari a 1 e 0,67.
Conoscendo anche i valori dei rispettivi diametri dei cerchi di confusione (δFF = 0,033 mm e δAPS-C = 0,022 mm) possiamo calcolare la PDC per qualsiasi diaframma impostato (ad es. f/11), utilizzando la relazione che dà la PDC in funzione di R, δ e f :

Il calcolo ci conferma che a parità di inquadratura un’immagine ripresa con reflex digitale APS-C avrà una maggiore profondità di campo.
Lo stesso ragionamento può essere applicato al caso di una compatta digitale. Consideriamo il caso di un sensore CCD 1/1,8”, il cui lato maggiore è lungo 7,2 mm.
In questo caso, per riempire l’inquadratura con un soggetto di 36 mm, sarà sufficiente un rapporto di ingrandimento R = 7,2/36 = 0,2 (1:5). Il valore del cerchio di confusione, in virtù del sensore ancora più piccolo, sarà anch’esso più piccolo e pari a 1/1100 del lato lungo del sensore: δcompatta = 0.0065 mm (= 6,5 µm, ossia 2-3 pixel di una compatta).