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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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È interessante notare che i teleobiettivi hanno un fattore pupillare tipicamente minore di 1 (ad es., il Nikkor AI-S 200 mm f/4 ha un P = 0,59; l'AF Micro-Nikkor 105 mm f/2.8 ha P ~ 0,8 e così via). Questo comporta una luminosità ancora minore rispetto alle ottiche simmetriche, in quanto P compare al denominatore nell'equazione [3]. In altre parole, un teleobiettivo su soffietto o tubi "perde" più luce -  a parità di ingrandimento - di un obiettivo simmetrico, come il 50 mm.

LA TECNICA DEGLI OBIETTIVI ACCOPPIATI
Un obiettivo rovesciato focheggiato su ∞ si comporta come una lente addizionale di pari lunghezza focale. Un 50 mm rovesciato equivale pertanto ad una lente addizionale di 1000/50 = 20 diottrie! E’ dunque un sistema più potente di qualsiasi lente close-up ed altamente corretto (grazie alle 6-7 lenti dei normali 50 mm). Come ricorderete (v. Parte II, pag. 4), il rapporto di ingrandimento che otteniamo avvitando una lente addizionale di focale F’ su un obiettivo di focale F è semplicemente dato dal rapporto F/F’ quando l’obiettivo è focheggiato all’infinito. Questa relazione è importante in quanto consente di calcolare immediatamente il rapporto di ingrandimento ottenibile quando “rovesciamo” un obiettivo sopra un altro, tramite la tecnica degli obiettivi accoppiati. Se montiamo un 50 mm in posizione invertita su un 100 mm, otterremo un R = 2:1; se lo montiamo su un 200 mm, otterremo un R = 4:1, e così via.
La Fig. 3 mostra un 50 mm montato rovesciato (mediante anello di inversione maschio-maschio) su un 200 mm. L’anello di accoppiamento può realizzarsi molto semplicemente usando due anelli per portafiltri Cokin: l’anello visibile in Fig. 3 è stato realizzato incollando due anelli Cokin di 52 mm con del cianoacrilato.
Anelli di accoppiamento sono anche acquistabili on-line, ad esempio qui: http://www.kirkphoto.com/polarizers.html, o da B&H (http://www.bhphotovideo.com/, effettuando una ricerca nel sito con le parole chiave “macro coupler”).
E’ importante notare che nel caso della tecnica degli obiettivi accoppiati, analogamente a quanto si ha con le lenti addizionali, il dialogo tra fotocamera e obiettivo principale resta immutato, e completo.

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