Nei precedenti articoli (Parti I, II e III di “Naturalmente vicini”) abbiamo passato in rassegna gli aspetti tecnici che ci permettono di entrare nell’affascinante mondo della ripresa a distanza ravvicinata, abbiamo analizzato le principali caratteristiche degli obiettivi macro e degli aggiuntivi di più comune e semplice impiego sul campo (tubi e lenti addizionali), e abbiamo visto quale illuminazione sia possibile per ritrarre i piccoli soggetti del mondo naturale.
In questo quarto incontro concludiamo la serie di articoli discutendo di diversi aspetti, tra loro distinti, ma comunque necessari per dare una visione più completa dell’argomento. Torneremo ad occuparci di tecnica e in particolare dell’uso degli obiettivi rovesciati e di come cambia la profondità di campo con le dimensioni del supporto sensibile. Infine parleremo di ambientazione del soggetto, possibile anche con i soggetti più piccoli. Vedremo come attraverso qualche esempio.
ROVESCIAMO L’OBIETTIVO!
Un rapporto di riproduzione, R, pari a 1:1 segna convenzionalmente il confine tra la ripresa a distanza ravvicinata (close-up) e la macrofotografia. La maggior parte degli obiettivi macro attualmente in commercio consente ormai di focheggiare fino a 1:1 senza accessori. Per spingerci oltre possiamo utilizzare i tubi di prolunga, o una lente addizionale. In tal modo, possiamo sconfinare nel mondo della macrofotografia autentica, riproducendo su supporto sensibile il soggetto con dimensioni superiori a quelle reali. Superiori sì, ma di poco. Infatti, obiettivi macro di 90-105 mm possono fornire, con un tubo di prolunga di 25-30 mm, ingrandimenti pari a circa 1,4 X. Risultati comparabili si avrebbero con l'impiego di lenti addizionali acromatiche di media potenza o con un moltiplicatore di focale (ne abbiamo parlato nel secondo incontro, alle pagg. 7 e 8). Nel caso degli obiettivi macro da 50-60 mm, ricordiamo che questi obiettivi risentono di più dell'allungamento del tiraggio operato con i tubi di prolunga, ma sono meno reattivi per quanto attiene l'ingrandimento ottenibile con una lente addizionale. A titolo di esempio, il Micro-Nikkor AF 60 mm f/2.8 consente di ottenere ingrandimenti pari a 1,6 X con il tubo PK-13 (lungo 27,5 mm) e solo 1,2 X con una lente da 2 diottrie.
Naturaemagazine
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