Alcuni treppiedi consentono di rovesciare la colonna centrale per portare la fotocamera all’altezza del terreno. Lavorare incastrati tra le gambe del nostro stativo e per di più con la fotocamera sottosopra è la cosa più scomoda del mondo! Per questo consiglio sempre di acquistare un treppiedi che possa aprire le gambe di almeno 80° e che sia dotato anche di una colonna centrale corta, da sostituire a quella standard.
Dopo aver scelto il treppiedi, occorre pensare alla testa. La testa sorreggerà la nostra attrezzatura e ne permetterà i movimenti per seguire un soggetto che si muove, o per curare l’inquadratura. Non deve essere necessariamente della stessa marca del treppiedi. Possiamo usare teste a tre movimenti o teste a sfera. Queste ultime sono più pratiche, meno ingombranti e in genere consentono di tenere la fotocamera più bassa, più vicina al piatto del treppiedi. Quelle con la sfera di maggior diametro consentono posizionamenti più precisi.
Al pari del treppiedi, non lesiniamo sull’acquisto della testa.
Spendere migliaia di Euro per fotocamere e obiettivi e poi risparmiare sul supporto è come acquistare una Porsche e montare pneumatici rivestiti o economici…
Preferiamo una testa dotata di “attacco rapido”. L’attacco a coda di rondine originariamente sviluppato dalla Arca Swiss è oggi adottato da molti produttori di stativi, teste ed accessori tra cui ricordiamo Foba, Kirk, Markins, Really Right Stuff, Wimberley. È ormai uno standard industriale diffuso e molto apprezzato dai fotografi naturalisti di tutto il mondo. Delle tre teste che possiedo, una è Manfrotto: gli ho prontamente sostituito l’attacco rapido con uno compatibile Arca Swiss (Fig. 4).
Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica
Direttore editoriale
Ioannis Schinezos
Web design
Gianni Triggiani
Loriana Martin
