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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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I pannelli riflettenti possono avere la stoffa bianca, argentata e/o dorata e ciò permette di riflettere la luce solare verso le zone d’ombra, rischiarandole come un flash (usando la superficie argentata o dorata) o come un flash dotato di diffusore (superficie bianca). I pannelli riflettenti hanno varie dimensioni e quelli usati per la fotografia di moda all’aperto hanno un diametro di circa un metro. Per la macrofotografia è però sufficiente dotarsi di un pannello più piccolo. Il mio ha un diametro di una trentina di centimetri quando è aperto; chiuso ne misura una dozzina. Con la sua custodia pesa meno di un etto. Un’alternativa ai pannelli riflettenti circolari può essere auto-costruita a costo zero. Prendiamo il coperchio di una scatola di scarpe, rimuoviamone i bordi piegati e, con del nastro adesivo, attacchiamo una pellicola di alluminio per cucina su un lato. Pieghiamolo in due parti e proteggiamolo con una cartellina di plastica trasparente per fogli A4.

Flash
Il flash rappresenta la fonte di luce da usare quando a) il soggetto è in movimento e non abbiamo il tempo per posizionare il treppiedi né possiamo usare tempi di scatto sufficientemente lunghi per bloccarne il movimento, b) siamo costretti a scattare a mano libera, c) vogliamo schiarire le ombre senza ricorrere al pannello riflettente, d) quando la luce ambiente è comunque insufficiente.
Ormai tutte le fotocamere consentono l’esposizione flash TTL: la fotocamera regola la durata di emissione del lampo di luce (e quindi l’esposizione flash) sulla base della quantità di luce riflessa dal soggetto e misurata dall’esposimetro della fotocamera stessa. Ciononostante, se il soggetto o l’area inquadrata non sono di tono grigio medio, anche l’esposizione TTL può risultare scorretta.
Per avere una buona esposizione flash TTL, dovremo aver ben compreso come reagisce l’esposimetro della nostra fotocamera in funzione sia della modalità di esposizione (spot, prevalenza centrale, a settori, ecc.) sia della diversa riflettività della porzione di scena inquadrata che determina la risposta dell’esposimetro.

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Molti ritengono che i flash anulari siano i migliori per le riprese macro. Questi sistemi di illuminazione tendono a non produrre ombre e il loro uso rischia di generare sfondi scuri, “innaturali”. Se vogliamo uno sfondo meno scuro, possiamo cambiare il tempo di esposizione: invece di usare il più rapido tempo di sincronizzazione flash, possiamo impostare un tempo più lento (ad es. 1/30sec).
Facciamo comunque attenzione a non usare tempi troppo lunghi: rischiamo di avere un’immagine mossa (soprattutto se scattiamo a mano libera, senza treppiedi), e che si può manifestare come “doppia immagine”, ossia un’immagine composta da due esposizioni, una determinata dalla luce flash, l’altra dalla luce naturale. Per schiarire lo sfondo e non aumentare “troppo” il tempo di apertura dell’otturatore possiamo anche agire sul diaframma (aprendolo) e/o aumentare la sensibilità ISO della fotocamera digitale (ideali, a questo scopo, le fotocamere full-frame da 12 Mpix grazie al rumore molto contenuto anche a 1000 ISO).
Migliori sono i flash a doppia parabola (Fig. 1), con due lampade affiancate e la cui potenza può essere regolata in modo indipendente. Personalmente ritengo che l’acquisto di un flash anulare o a doppia parabola sia la scelta migliore per un dentista, non per un fotografo naturalista. Coerentemente con questa mia opinione, non uso più simili flash, benché ne abbia avuti in passato. Trovo infatti poco piacevole la luce che questi flash producono, soprattutto in abbinamento ad un tele macro da 180-200mm. Per spiegarne il motivo occorre fare una premessa.

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