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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Sono le cinque quando varchiamo il cancello del campeggio, il buio è ancora fitto ma si intravedono lontani chiarori. Quando oltrepassiamo la duna 45, una delle più fotografate, la luce è già sufficiente per scattare ma il sole ancora non fa capolino. Ancora un breve tratto, e la strada termina. Da qui si va a piedi. L’ambiente è solenne come in una cattedrale! Dune immense, alte 200-300 metri, con sabbie in varie tonalità di rosso-arancio-bruno ma anche grigie e rosa ed ocra, variamente mescolate dal vento e dalla luce radente in fantastiche composizioni. Ed ancora i verdi dei cespugli dei ricercati meloni del deserto ed il pulsare della vita che anima questi luoghi: dai piccoli coleotteri tenebrionidi ai grandi orici dalle lunghe corna, ma anche struzzi, zebre, sciacalli, caracal, iene brune ... Un ecosistema che sopravvive grazie all’umidità notturna di provenienza atlantica, portata dalla fredda corrente del Benguela. L’aria umida condensa in nebbie mattutine incontrando l’aria calda e secca del deserto. Ma oggi di nebbie non c’è traccia, il sole rapidamente sale mostrando implacabile la sua forza.
Alle dieci, sulla via del ritorno, la temperatura esterna è già prossima a 40 gradi!
Arrivare sulla costa atlantica provenendo dall’arido Brandenberg, disorienta. La luce, prima tersa e cristallina, diventa più lattiginosa, quasi nebbiosa e la temperatura subisce un repentino ridimensionamento. Ma le sorprese non sono terminate. Se voltiamo le spalle all’Atlantico e guardiamo verso l’interno, ci sentiamo come i personaggi del libro di Oliver Sachs che vedono solamente in bianco e nero. Il cielo è grigio ed i rilievi sono in scale di ardesia e nero con fasce più chiare. L’effetto è di una desaturazione dei colori per chilometri andando verso Cape Cross. Non meno stupefacente è la colonia di otarie (Arctocephalus pusillus) qui concentrata: oltre 50.000 individui in un’area ristretta, lambita dalla corrente del Benguela, ricchissima di pesce.

 

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