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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Dal punto di vista operativo, la principale differenza tra i due obiettivi Micro-Nikkor riguarda il rapporto di ingrandimento raggiungibile senza l’interposizione di accessori supplementari: la vecchia versione con messa a fuoco manuale raggiunge un rapporto di 1:2 mentre il progetto recente si spinge fino all’1:1. La differenza tra i due ingrandimenti è notevole, e si vede!
Materiali e costruzione riflettono i periodi di progettazione: tuttavia ambedue gli obiettivi sono caratterizzati da una costruzione meccanica molto curata che consente un utilizzo anche greve sul campo. Il mio vecchio Micro-Nikkor 200mm f/4 lavora ininterrottamente da venti anni senza la minima incertezza e ora è montato sulle più recenti reflex digitali; è incredibile verificare oggi, dopo decine di migliaia di scatti sul campo, il movimento dolcissimo e uniforme della ghiera di messa a fuoco! Per convincersi della cura costruttiva dei due obiettivi basta esaminare i due attacchi per il treppiede, assolutamente necessari per ottiche di questo tipo. La versione MF possiede un collare solidissimo, rimovibile, largo circa 40mm, senza “piede” terminale.

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Altrettanto efficiente e robusto il collare della nuova versione, non rimovibile, con la parte terminale ad angolo retto che porta due filettature da ¼ distanziate in modo da ottenere il migliore bilanciamento del complesso fotocamera-obiettivo sul treppiede. Ambedue i collari sono ruotabili a 360 gradi e possiedono robuste viti di fissaggio. La versione AF non è un peso leggero (1190gr) ma riflette la bontà dei materiali utilizzati e uno schema ottico complesso. Il MF risulta invece più compatto e maneggevole (880gr). La ghiera di messa a fuoco è precisissima e ben frizionata in ambedue le versioni: il vecchio modello MF ne possiede una larga 55mm mentre quella del modello recente AF è di 75mm. In quest’ultimo obiettivo è presente un limitatore della messa a fuoco, per accelerare la rispettiva operazione. Bisogna osservare che la messa a fuoco AF non è velocissima e spesso incerta ma, vista la natura dell’ottica, il difetto non è pesantemente avvertibile. Infatti, sia in campo che in studio, nella ripresa a distanza ravvicinata si opera prevalentemente con l’autofocus disinserito. E’ altresì presente un pulsante di commutazione della messa a fuoco MF/AF. La minima distanza di messa a fuoco, alla quale viene ottenuto il rapporto 1:1, è di 50cm; occorre precisare che si parla di distanza piano pellicola/sensore – soggetto.

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