A proposito di concorsi e di criteri di valutazione delle immagini, è utile esprimere qualche ulteriore considerazione che riguarda la destinazione finale delle nostre fotografie, ovvero l’eventuale loro collocazione in ambito editoriale.
Molti sostengono che un’immagine premiata debba trovare successivamente una sicura collocazione nel mercato. Se è vero che molte fotografie distinte in prestigiosi concorsi internazionali abbiano avuto in seguito un buon successo commerciale, è altrettanto certo che questa non sia la regola poiché dal momento che l’editoria ha regole ed esigenze decisamente diversificate.
Immaginiamo, ad esempio, un buon manuale di riconoscimento che riguarda gli uccelli, gli insetti o le piante. Che tipologia di immagini può trovare posto in una pubblicazione del genere? È presto detto: le fotografie devono essere “pulite”, mostrare la specie interessata interamente, l’illuminazione dovrebbe risultare piuttosto ordinaria, senza ombre nette ed eccessive che coprano parte del soggetto (niente controluce, ovviamente!!), la temperatura di colore dello scatto aggirarsi attorno ai valori di luce diurna in modo che non vi siano dominanti calde o fredde che impediscano la reale percezione dei colori; inoltre, niente mossi intenzionali ma scatti fermissimi, con messa a fuoco perfetta e profondità di campo elevata. Insomma, quasi il contrario di quello che solitamente definiamo “immagine creativa”!! Eppure, fotografie di questo tipo hanno il proprio mercato e sono molto richieste dall’editoria del settore.
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