. .

Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

Direttore editoriale
Ioannis Schinezos

Web design
Gianni Triggiani
Loriana Martin

Aspetti legali

9b7553c5f8ff56b06128c5b5542fc167
F0ef4032354bcee564ab17b1baacd120

E’ ormai buio; con l’ausilio della lampada frontale, mi addentro nel silenzio della taiga svedese. A metà aprile, la neve comincia a sciogliersi liberando dall’oppressione del suo peso i cespugli di erica e gli spugnosi tappeti di muschio; finalmente l’inverno passa la mano e il respiro della primavera sparge prodigiosamente sul bosco tutti i colori del verde.
La neve rimasta è resa compatta dal gelo delle notti boreali e rende il cammino meno faticoso. Arrivato nel punto prescelto, monto la tenda e mi preparo per la notte nella foresta. Alle 22.00, puntuali come un orologio, i galli cedroni giungono ai loro posatoi: non li vedo, ma sento un poderoso battito di ali sopra la mia testa: arrivano sempre alla stessa ora e sostano sugli alberi in attesa del giorno dopo. Mi sveglio che è ancora buio, apro la cerniera della tenda di pochi centimetri, quel poco che serve per scorgere due maschi in piena attività a pochi metri dalla mia postazione.
Sono spettatore privilegiato di un rito il cui fascino mi ha attirato fin qui, nel nord della Svezia, a molte migliaia di chilometri da casa. Ogni mattina, alle prime luci dell’alba, negli angoli più remoti del bosco si danno un tacito appuntamento un gruppo di Galli Cedroni o, come anche vengono chiamati, di Urogalli; il posto è sempre quello e il copione si svolge immutabile dall’ultima glaciazione. Un rituale segreto che evoca e rinnova i miti e le leggende della montagna.

6d1d8e45e79f43402ad0b637a36b8cad

I maschi si muovono veloci nelle tenebre e nel silenzio della foresta, contendendosi il diritto di perpetuarsi in una discendenza ormai sempre più incerta. Il chiarore dell’alba rende, con il passare del tempo, la scena più decifrabile e riesco a vedere un maschio in parata che recita instancabile sempre la stessa strofa. Questo verso, che assomiglia molto a quello prodotto dall’estrazione del tappo di una bottiglia di spumante, risuona in vari punti del lek: stamattina sono tre i maschi che si contendono la scena. La maggior parte della parata si svolge in una luce fioca, dando al fotografo generalmente 45 minuti di luce accettabile durante i quali sperare che la scena “giusta” si svolga proprio di fronte alla sua postazione. Per una buona foto è necessaria molta fortuna: il più delle volte l’opportunità favorevole si profila quando la luce è troppo scarsa o in un luogo nascosto o lontano dal fotografo.

pagine 1 2 3 4