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Naturaemagazine
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Le isole Galapagos, localizzate nell’Oceano Pacifico a circa 1000 chilometri dalle coste dell’Ecuador, sono diverse da qualsiasi altro posto sulla faccia della terra. I navigatori e i bucanieri che scorrazzavano da queste parti sul finire del 1500, le chiamavano Isla Enchantadas che significa “isole stregate” dato che per raggiungerle bisognava combattere con banchi di nebbia, scogliere sommerse e complessi giochi di correnti marine. Su queste isole, localizzate sulla linea dell’equatore, convergono tre grandi correnti marine: la corrente di Panama da nord, la corrente di Humboldt da sud e la corrente di Cromwell da ovest. Le correnti di Humboldt e di Cromwell sono correnti marine fredde e per questo ricche di nutrienti, che vengono portati in superficie quando questi due flussi  incontrano le Galapagos. L’enorme quantità di plancton alimenta una ricchissima catena alimentare che va dai piccoli crostacei e pesci fino ai più grossi uccelli e cetacei marini, balene incluse.

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Le isole sono tutte di origine vulcanica; quando si formarono, in epoca geologicamente recente (circa 4 milioni di anni fa), erano solo un brullo deserto di lava, poi, lentamente, le piante e gli animali portati dal vento o dalle correnti marine, hanno cominciato a colonizzare l’ambiente. Molte specie, trovandosi in un territorio dove non esistevano competitori o predatori, hanno potuto evolversi in maniera diversa dai loro simili rimasti sul continente sudamericano. Ad esempio, il cormorano attero delle Galapagos, non dovendo sfuggire a nessun predatore ha potuto perdere la capacità di volare e utilizzare le ali, ridotte quasi a dei moncherini, solo come efficienti sistema di propulsione subacquea.

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