BushHawk è una piccola azienda statunitense che da anni produce supporti a spalla per lunghe focali (meglio noti come “fotofucili”, anche se il termine non mi fa impazzire…), sia per la fotografia sia per la videoripresa.
Quando il termine “stabilizzazione” era pressoché ignoto tra i fotografi – tranne che a pochi specialisti di riprese aeree – l’ impiego dei supporti a spalla era piuttosto diffuso. Chi non ricorda gli ottimi Novoflex, disponibili nelle lunghezze focali 400mm e 560mm, con la particolare messa a fuoco e la singolare costruzione a doppia impugnatura che prevedeva anche un efficace supporto a spalla! Con l’evento dell’autofocus, la diffusione di questi teleobiettivi tedeschi, dallo schema ottico semplificato ma di definizione notevole, è andata calando e ormai sono fuori produzione e pressoché scomparsi dalle borse dei fotografi naturalisti. Qualche anno più tardi, l’introduzione e la sempre maggiore diffusione degli obiettivi stabilizzati ha messo in ombra anche i supporti a spalla. Non a ragione, secondo me.
I supporti a spalla BushHawk hanno beneficiato di costanti migliorie durante gli anni, sia per quanto riguarda il design sia i materiali (adesso sono costruiti in ABS) e possono essere utilizzati con le più moderne reflex digitali. Gli attuali modelli destinati alla ripresa fotografica sono siglati BH 220D e BH 320D (quest’ultimo è l’oggetto della nostra prova). La differenza tra i due consiste nella presenza di una doppia impugnatura nel secondo modello che migliora decisamente la presa e la stabilità del complesso fotocamera–teleobiettivo–supporto. Questa impugnatura anteriore supplementare è cilindrica e rivestita di gomma nera dotata di zigrinatura a esagoni che “tiene” efficacemente la presa della mano sinistra.
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