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Naturaemagazine
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A Rodi queste falene estivano con una popolazione numerosissima in una piccola, ombrosa e stretta gola situata nell’entroterra, non lontano dalla costa occidentale; la località è nota come “Petaloùdes”. La parte principale della gola è coperta da un bosco di platani (Platanus orientalis) e di Liquidambar orientalis. Quest’ultimo è un albero alto sui 20 metri, con ampia chioma e foglie palmari con 5-7 lobi; si tratta di una specie asiatica e l’unica area europea della sua diffusione naturale è, appunto, l’isola di Rodi.
Quali sono i motivi di questa consistente presenza delle falene durante i mesi estivi in quest’area specifica?
E’ noto che la temperatura e l’umidità ambientali hanno un ruolo di primaria importanza per la sopravvivenza degli insetti, in quanto da esse dipende la quantità di liquidi persa dal corpo. Nelle calde e prolungate estati mediterranee, la temperatura molto elevata e l’umidità relativa bassissima possono portare in breve alla morte gli insetti disseccando i loro corpi. Così, nei mesi più caldi, queste falene abbandonano le aride zone aperte e si rifugiano in umide vallate dove esistono condizioni microclimatiche ideali.
Aggregazioni consistenti di Panaxia quadripunctaria avvengono anche in altre isole dell’Egeo (Paros, Sifnos ecc) e nella Grecia continentale, ma solo a Rodi il fenomeno è così marcato. Qui, il numero di queste falene è talmente elevato da coprire letteralmente per ampi tratti il fogliame e i possenti tronchi dei platani e dei Liquidambar nonché le rocce adiacenti al piccolo torrente che attraversa la gola.

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Durante la loro permanenza in questo sito (approssimativamente da fine giugno a settembre) questi lepidotteri non si nutrono. Per questo motivo la loro attività è ridotta al minimo in modo da preservare le risorse energetiche accumulate in precedenza; solo nelle ore più calde della giornata abbandonano le parti alte degli alberi per rifugiarsi più in basso, in zone fresche e ombrose.
Gli accoppiamenti si concludono entro il mese di settembre e le femmine abbandonano la gola per volare in altre parti dell’entroterra dell’isola, distanti anche 15-20 km, dove avviene la deposizione delle uova. Ogni femmina ne deposita circa 150-200. I bruchi nascono in pieno autunno, svernano e si trasformano in crisalidi tra aprile e maggio dell’anno successivo. Dopo circa un mese compaiono gli insetti adulti e, poco più tardi, a partire dal mese di giugno, essi iniziano ad abbandonare i loro territori di nascita per concentrarsi nella piccola gola.

 

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