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Naturaemagazine
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2. La profondità di campo (PDC) dietro il soggetto è doppia di quella di fronte al soggetto
Questa è un’affermazione errata. In condizioni di ripresa macro la distribuzione della PDC (avanti:dietro) è 1:1 (NdT: ovvero la PDC si estende tanto avanti quanto dietro al soggetto); nei ritratti è ancora circa 1:1 e nei paesaggi ripresi focheggiando sulla distanza iperfocale la distribuzione della PDC è 1:infinito. Da qualche parte nel mezzo ci può essere una situazione di ripresa in cui la PDC si estende per 1/3 avanti e 2/3 dietro il soggetto (rapporto avanti:dietro = 1:2), ma questo va controllato. Il luogo comune discende dal fatto che la distribuzione 1:2 è comune in molte situazioni di ripresa. Ad ogni modo ogni situazione di ripresa andrebbe considerata a sé.
NdT: la ripartizione della PDC 1/3 avanti e 2/3 dietro il piano di messa a fuoco (che è e rimane sempre uno solo ad una ben definita distanza: quella indicata dalla scala delle distanza sull’obiettivo) è una “buona” approssimazione per riprese alle medie distanze. La matematica per il calcolo della PDC è ben più complicata di quanto lasci trapelare questa approssimazione (si veda http://en.wikipedia.org/wiki/Depth_of_field). Attenzione a non generalizzare …
L’affermazione 2 dovrebbe pertanto essere: “La distribuzione della profondità di campo avanti e dietro il piano di messa a fuoco varia, in funzione della ripresa, tra circa 1:1 (macro e primi piani) a 1:infinito (quando si focheggia alla distanza iperfocale)”.

 

3. La profondità di campo (PDC) dipende dall’ingrandimento e dall’apertura (f)

Dato un valore del cerchio di confusione (CDC), la PDC dipende in via del tutto generale dalla lunghezza focale, dall’apertura (f) e dalla distanza del soggetto. L’affermazione 3 rappresenta una approssimazione molto buona in certe condizioni, ma non è una verità universale. L’approssimazione acquista maggiore validità al diminuire della distanza del soggetto ripreso, a maggiori aperture e a valori più piccoli del CDC. In particolare, quando la distanza tra soggetto e supporto sensibile non è piccola rispetto alla distanza iperfocale, un obiettivo di corta focale darà più PDC di un tele a parità di apertura (f) e ingrandimento. Ad un più alto livello di approfondimento, occorre considerare l’asimmetria degli schemi ottici e introdurre il rapporto tra pupilla d’entrata e pupilla d’uscita (fattore pupillare) nella teoria della PDC. In questi casi l’affermazione 3 si dimostra non corretta anche (direi “soprattutto”) nelle riprese macro. Un teleobiettivo impiegato ad ingrandimento 1 X (= 1:1) dà più profondità di campo - a parità di apertura relativa (f) - di un grandangolo retrofocus utilizzato per avere lo stesso ingrandimento (NdT: lo schema retrofocus è necessario per i grandangoli impiegati sulle reflex, onde impedire che la lente posteriore urti con lo specchio reflex).

 

 

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