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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

Direttore editoriale
Ioannis Schinezos

Web design
Gianni Triggiani
Loriana Martin

Aspetti legali

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Chi frequenta le pagine di Naturae probabilmente conosce la posizione di chi scrive su certe dinamiche del nostro “ambiente”. Sto parlando di noi che facciamo fotografia della natura in Italia, chi per professione, chi per diletto (la quasi totalità). Il nostro webzine ha sempre evitato discussioni inconcludenti e/o polemiche sterili ; curiosando tuttavia tra i forum del settore, mi sono reso conto che così non avviene in tutte le “aiuole”…
Una delle domande della mia recente intervista su Tutti Fotografi (Dic. 2007) riguardava i forum: come mai Naturae online non abbia un forum? Ho espresso anche in un’altra occasione ciò che penso: trovo i forum dei contenitori pieni di convinzioni spesso disorientanti. Non tutti, non sempre, ma più volte è così. In realtà, la mia opinione è ancor più radicale: molti forum sono utili esclusivamente a chi li ospita, per far “massa”, per esibire i visitatori come “numero” . Questo web magazine invece è stato concepito con priorità diverse: la folla non ci hai mai interessato, non abbiamo mai sussurrato parole accomodanti ai lettori. Ciò nonostante, questa strada rigorosa ci ha premiati con un’accoglienza inaspettata.
Quante volte avete trovato in un forum opinioni / valutazioni univoche riguardo l’attrezzatura, soprattutto gli obiettivi? Io, almeno, raramente. Questo è semplicemente dovuto ai criteri di valutazione personali e poco rigorosi. Non è quindi infrequente leggere giudizi diametralmente opposti sulla stessa identica ottica, dovuti proprio a parametri di confronto alquanto dissimili.
Ma quel che colpisce in un paio di forum sono alcune recenti discussioni non tecniche: sui concorsi e i relativi regolamenti, sui premi, sul valore dei fotografi vincitori, sul valore delle immagini, sulle regole da porsi in postproduzione, su immagini manipolate , ecc. Quello che impressiona fin dalla primissima lettura è l’atmosfera pesante, grigia, torbida, le frasi apertamente violente, gli attacchi personali, le dichiarazioni assolutiste e incoerenti; insomma aleggia una tensione decisamente lontana da una dialettica serena (…) e costruttiva … Devo ancora trovare una spiegazione ragionevole e trovo assolutamente ridicolo che tutto ciò stia avvenendo tra fotoamatori che si occupano di fotografia della natura; quando gli stessi, immediatamente dopo, dichiarano il proprio sconfinato amore per l’universo, con riferimenti a principi etici, valori, ecc …


Ma tu cosa pensi dei concorsi? Quante volte mi è stata rivolta questa domanda … La mia risposta è semplice: i concorsi … vanno somministrati a piccole, piccolissime dosi e non sono da considerare come criterio assoluto del valore di un fotografo. Vincere un concorso e/o essere tra i segnalati fa piacere, è innegabile. Ma applicare alla cieca tale concetto e, soprattutto, mettere in atto strategie e mezzi, leciti ed illeciti, per arrivare ai gradini più alti del podio (camminando spesso su cadaveri, anche animali, e so benissimo di cosa sto parlando …), mi sembra un comportamento, a dir poco, deplorevole. Riguardo all’organizzazione dei concorsi del nostro settore, non di rado si notano palesi leggerezze sia nel regolamento sia nella composizione della giuria; leggerezze che ovviamente lasciano spazio a interpretazioni e commenti sgradevoli. Se da una parte vale il principio che non si può essere TUTTI concordi col lavoro di una giuria, dall’altra, si registrano spesso certe “tendenze” che non passano inosservate. I concorsi che vorrebbero quindi guadagnarsi l’appellativo di “seri” devono presentare un regolamento completo e rigoroso, una composizione della giuria equilibrata e nessuna imposizione alle decisioni di quest’ultima. Tutto ciò è possibile: basta un minimo di coerenza e scrupolosità, sia da parte di chi organizza sia da parte di coloro che partecipano. Non a caso cito anche questi ultimi: essi farebbero bene a negare la propria complicità a certi concorsi piuttosto allegri il cui regolamento sfiora i limiti della decenza (vedi: concedere i diritti delle immagini all’organizzatore!!!).
Infine, un accenno alla parte economica, ovvero sulla quota di partecipazione; le cifre richieste stanno diventando alte, del tutto sproporzionate all’impegno e le procedure per l’organizzazione. Mi è difficile immaginare una qualche relazione tra il caro-benzina e i concorsi … Personalmente non ho mai giudicato un fotografo dai premi ottenuti nei concorsi, ma dalla sua attività complessiva, dai lavori pubblicati, dal suo impegno generale. Come responsabile di questo webzine che valuta i lavori sottoposti per pubblicazione, mi sforzo di capire se un certo autore ha qualcosa da “dire” nel complesso; non mi ha mai colpito un’immagine eccezionale in mezzo a tante immagini insignificanti. Qualunque fotografo ha nel proprio archivio cinque /dieci immagini valide: basta questo per definire l’autore “grande” come spesso avviene disinvoltamente?
Quello che colpisce in molti fotografi naturalisti stranieri (mi riferisco a validissimi professionisti , con anni di esperienza, decine e decine di articoli e libri pubblicati), è la pacatezza, l’equilibrio, le affermazioni misurate, la dedizione al lavoro. Da noi invece, lo slogan preferito di molti fotografi sembra essere I-am-simply-the-best …
Si dice: a buon intenditore …

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