I.S. Quali sono le qualità di un fotografo della natura, oggi?
L.C. La ricerca della vera natura di un soggetto richiede indubbiamente grande sforzo, maggiore rispetto alla ripresa vera e propria. Più conosci il ciclo di vita di una specie maggiori sono le possibilità per poterla individuare ed avvicinare. Tutto questo è possibile trascorrendo molto tempo sul campo e i risultati arriveranno non appena si è in grado di anticipare, per così dire, l’azione.
I.S. Quali sono i tuoi fotografi preferiti?
L.C. Ora, soprattutto con l’avvento di internet, è facile constatare che esistono molti ottimi fotografi. Ho sempre apprezzato il lavoro di alcuni fotografi nordamericani come Jim Brandenburg e Frans Lanting, nonché i fotografi scandinavi Paal Hermansen e Hannu Hautala. Riguardo ai nuovi nomi, emerge chiaramente il lavoro dell’inglese Ben Hall e di Vincent Munier.
I.S. Cosa significa per te “fotografia della natura”?
L.C. Da una parte esiste la fotografia di documentazione, che consente la semplice identificazione di un soggetto; dall’altra parte abbiamo la “vera” fotografia della natura, certamente più impegnativa, in cui si tenta di far emergere il carattere del soggetto e del suo habitat. A me piace spesso occuparmi di soggetti piuttosto comuni proprio perché la maggioranza delle persone li considera ovvi e scontati.
I.S. I prossimi progetti?
L.C. L’introduzione delle fotocamere digitali presenta per me nuove opportunità per riprendere soggetti con modalità fino ad oggi impraticabili. Ad esempio, la possibilità di lavorare con bassi livelli di luce significa che posso riprendere animali schivi dal comportamento crepuscolare, difficili da fotografare con la pellicola.
Contemporaneamente, mi auguro di poter continuare a documentare la flora, la fauna ed il paesaggio scozzesi. Questa è stata la mia missione per anni e tuttora sto scoprendo dappertutto un’infinità di nuovi soggetti!
Copyright 2007 per il testo I. Schinezos
Copyright 2007 per le immagini L. Campbell

