A chi ha iniziato a fotografare la natura negli anni ottanta, Laurie Campbell è certamente un nome molto conosciuto. Nato nel 1958 nel Tweed, in Gran Bretagna, ha iniziato a fotografare presto ed altrettanto presto ha raggiunto il successo e la notorietà, pubblicando diversi libri e collaborando praticamente con tutte le riviste del settore in Europa. Il suo libro Guide to Bird and Nature Photography (vedi più avanti), pubblicato nel 1990, è stato un grande successo commerciale in Europa ed ha “nutrito” numerosi giovani fotografi. Attualmente è columnist del mensile inglese Outdoor Photography.
Fotografo naturalista dallo stile classico e creativo nello stesso tempo, Campbell si spinge raramente in eccessi interpretativi. Pur non amando il forzato utilizzo del colore – come diversi fotografi nordamericani – egli riesce a produrre immagini intense ed emozionanti, con composizioni equilibrate e grande attenzione per il “punto di vista”. Una caratteristica indubbia traspare costantemente dalle sue immagini: la grande e profonda conoscenza del soggetto ritratto.
I.S. Come è stato l’inizio della tua carriera?
L.C. Il mio interesse per il mondo della natura risale agli anni giovanili; quando iniziai a fotografare, in Inghilterra non vi erano molti fotografi naturalisti professionisti. Eric Hosking è stato il primo e, dopo aver letto la sua autobiografia “An Eye for a Bird”, capii che la mia strada era proprio quella. Allora, dal punto di vista espressivo, lo sforzo dei fotografi era concentrato nel mostrare i soggetti vicinissimi e col massimo dettaglio. Inoltre, per quanto riguarda gli uccelli, vi era la consuetudine di ritrarli nei propri nidi. Io ho cercato di sperimentare il più possibile con la luce naturale, cercando di riprendere i soggetti liberi, possibilmente includendo nell’inquadratura anche parte del proprio habitat.
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