Dal punto di vista strettamente tecnico, la parola magica nella fotografia è una sola: nitidezza. Siamo in cerca di obiettivi “nitidi”; di pellicole con elevato grado di “nitidezza”; di sensori performanti capaci di fornire immagini con un alto numero di informazioni, cioè più “nitide”. Spesso però, nonostante i buoni propositi, le nostre aspettative rimangono deluse. Perché? Facciamo qui qualche ragionamento.
Obiettivi e dintorni
Gli obiettivi a focale variabile hanno raggiunto una qualità impensabile fino a qualche anno fa, e attualmente anche versioni piuttosto economiche garantiscono prestazioni di tutto rispetto. Tuttavia, non ci si può aspettare dei miracoli: obiettivi con forte escursione focale ( 8X, 10X o 12X), possono mantenere una discreta qualità solo su una determinata gamma di focali ma, inevitabilmente, cedono nel resto del range. Ad esempio, un’ottica 35-350mm mostra solitamente un comportamento piuttosto buono nelle lunghezze focali grandangolari e medie ma scende - anche in modo vistoso - dai 250mm in su. Un analogo comportamento caratterizza anche diversi zoom 80-400mm e similari, con un indice di qualità piuttosto buono fino ai 250-280mm ma una resa insufficiente nelle focali più spinte.
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