Ma torniamo al mondo alato e alle immagini che illustrano le nostre pagine. Nei litorali sono soprattutto presenti i cosiddetti "uccelli da ripa", ovvero i numerosi trampolieri caradriformi che, con le loro rapidissime evoluzioni aeree, animano gli arenili sabbiosi marini. Ci riferiamo soprattutto al gambecchio (Calidris minuta), al piovanello (Calidris ferruginea), al piovanello pancianera (Calidris alpina) e al piovanello tridattilo (Calidris alba). Insieme a loro è possibile osservare, tra gli altri, la pivieressa (Pluvialis squatarola), il voltapietre (Arenaria interpres), il chiurlo piccolo (Numenius phaeopus), la beccaccia di mare (Haematopus ostralegus) nonché diversi corrieri (genere Charadrius).
Tra questi ultimi, la specie più legata ai litorali sabbiosi marini è indubbiamente il fratino (Charadrius alexandrinus). In alcune spiagge dell'Alto Adriatico non è affatto raro osservare questo caradride in litorali anche discretamente frequentati da bagnanti. Proprio il disturbo antropico durante il periodo riproduttivo e lo sfruttamento dei litorali, rappresentano le minacce più concrete per i siti della specie.
In stagni e paludi prevalgono soprattutto le anatre, gli onnipresenti germani reali (Anas platyrynchos), i mestoloni (Anas clypeata), gli eleganti codoni (Anas acuta), i fischioni (Anas penelope), le alzavole (Anas crecca), solo per ricordare alcune. Tra le distese di canne nidificano diversi aironi, quello rosso (Ardea purpurea), il tarabuso (Ixobrychus minutus) ed il più raro ed elusivo tarabuso (Botaurus stellaris). Anche alcuni rallidi prediligono questo ambiente, come il porciglione (Rallus aquaticus), il voltolino (Porzana porzana) e due specie di schiribille (Porzana parva e P. pusilla), tutti uccelli difficilissimi da osservare poiché trascorrono gran parte della loro vita al riparo della fitta vegetazione palustre.

