Nei boschi della fascia centrale, specialmente nei dintorni del paese di Laerma, vive una popolazione autoctona di daini (Dama dama), attualmente stimata ad un centinaio di esemplari. Questo mammifero, raffigurato da tempi antichissimi sul vasellame di produzione locale, è da ritenersi residuo dei tempi in cui Rodi formava un tratto unico con aree continentali. Anche la foca monaca (Monachus monachus), rara perla della fauna mediterranea, è puntualmente osservata nelle piccole isole del mare di Rodi.
Notevole valore riveste un altro aspetto della fauna locale: l’erpetofauna. Uno dei nomi con cui in passato veniva indicata Rodi era Ofiussa (dal greco ofis= serpente), per sottolineare senza equivoci la ricca erpetofauna che popolava l’isola. Attualmente sono presenti più di venti specie di rettili (con diversi endemismi) tra tartarughe e testuggini, serpenti e sauri. Da segnalare la presenza dello stellione (Agama stellio), un robusto sauro dal corpo coperto di tubercoli spinosi che ha la capacità di cambiare in parte il proprio colore. Inoltre, in alcune spiagge della costa orientale vi sono stazioni di ovodeposizione della tartaruga caretta (Caretta caretta).
Riguardo agli invertebrati, non si può certo trascurare di nominare l’eccezionale fenomeno di estivazione delle falene Panaxia quadripunctaria che avviene in un’umida e stretta gola situata nelle colline dell’entroterra, nei pressi della costa occidentale. Qui, da giugno a settembre sono presenti decine di migliaia di falene.
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