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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Seduto su un costone roccioso dai profili acuti, mi lascio cullare da una brezza gentile e avvolgente che s’arrampica fin qui seguendo lo sviluppo del pendio. Sotto di me, un solido mare di pini, robusti pini dai tronchi contorti le cui chiome scintillano col tocco delle prime luci. Verso ovest, aspri contrafforti calcarei, su cui si aggrappano vecchi ulivi selvatici, ginepri modellati da venti furiosi, vaporosi corbezzoli, querce, macchie di cisti. L’immenso silenzio è incrinato dalla rocca voce d’un pastore che sta conducendo il proprio gregge verso un basso vallone: aaahhi! ehi!! eeehhiii! Infine, in lontananza, garighe, boschi e falesie si fondono con gli ultimi scampoli dell’Egeo orientale, d’un azzurro profondissimo, quasi cupo, ma leggero e trasparente.
Mi trovo nell’entroterra di Rodi, dove giunge a stento l’eco delle folle colorate dei turisti e la vita conserva ancora suoni e ritmi di tempi lontani, preziosi. Non molti assaporano queste atmosfere, non tutti amano abbandonare ombrelloni e spiagge, le luci multicolori dei locali notturni. Ma è proprio qui che giace la vera anima dell’isola, fatta di vasti silenzi, di profumi gentili, d’altri sguardi, d’altre immagini.
Con i suoi 1412 chilometri quadrati (circa sei volte l’isola d’Elba), Rodi è una delle maggiori isole greche e centro amministrativo del Dodecaneso, complesso insulare dell’Egeo sud-orientale. Ricca di memorie ellenistiche e medievali di un passato attivo e generoso, con un soleggiamento annuale superiore a tutte le altre isole egee, temperature invernali insolitamente miti e circondata da un mare dalle acque cristalline, l’isola è oggi meta turistica fra le più apprezzate e frequentate del Mediterraneo.

 

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