D. Quale delle tue immagini africane ti ha dato maggiori soddisfazioni?
R. Ho moltissime immagini a cui sono particolarmente legato, ma forse quelle più importanti sono quelle che hanno richiesto più pazienza ed intuizione. In particolare la foto che ritrae la caccia di una leonessa ad un piccolo di gnu. Ho seguito la femmina per qualche ora, il suo comportamento mi aveva fatto capire che era affamata e molto determinata. C'erano, secondo me, buone probabilità che ci fosse almeno un tentativo di caccia. Eravamo in cinque auto a seguire un gruppo di leoni del quale faceva parte questa leonessa, ma sono stato l'unico a decidere di seguirla con determinazione e l'unico poi a trovarmi al posto giusto nel momento giusto. L'aspetto più difficile per fotografare azioni di caccia è la scelta della posizione dove essere nel momento culminante. Bisogna saper prevedere dove si svolgerà l'azione, non ci sarà mai la possibilità di fare foto interessanti seguendo l'animale perché si sarà sempre in ritardo e comunque lontani dall'azione, e ci si avvicinerà ad una distanza tale da permettere di scattare solo alla fine dell'evento.
Si vedono spesso immagini che ritraggono un ghepardo mentre sta soffocando una gazzella, ma è già trascorso oltre un minuto dalla scena della caccia vera e propria e il ghepardo è fermo mentre soffoca la preda. Questa fase dura 4/5 minuti e c'è tutto il tempo per avvicinarsi. Ma scattare durante l'inseguimento è ben altra cosa.
Allora, la caccia vera e propria è durata quasi un'ora, da quando la leonessa ha visto il piccolo di gnu a quando l'ha effettivamente catturato. E' stato veramente emozionante seguire tutti gli attimi di preparazione, di tensione, di avvicinamento del predatore. E tutto si è poi concluso in un breve inseguimento. Ecco, in questa occasione sono riuscito a prevedere lo svolgimento dell'azione e a trovarmi al posto giusto per lo scatto. Dopo una decina di minuti sono arrivate le altre auto.

