. .

Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

Direttore editoriale
Ioannis Schinezos

Web design
Gianni Triggiani
Loriana Martin

Aspetti legali

60d3e38982ccb02df107327601e2be93
07c7895a8bcb91577aac58cefa61b3cc

Uso due macchine fotografiche Eos 1V ed una Eos 1N ed obiettivi che vanno dal 14 mm al 500 mm stabilizzato. L'obiettivo usato per la gran parte delle mie foto è proprio il 500 mm; in qualche caso aggiungo un duplicatore Canon 1,4X.
Si potrebbe pensare che fotografare in Africa, dove effettivamente ci sono tanti animali ed uccelli, sia relativamente facile e quindi possa essere sufficiente un medio tele. Questo può essere vero per i ritratti o per certe situazioni statiche; in questi casi, con un avvicinamento molto prudente, è possibile utilizzare teleobiettivi 200/300mm.
Molto diversa è la foto d'azione. In questo ambito il 500 mm è la focale minima, si corre il rischio di essere sempre molto lontani. Basta pensare ai supertele che vengono utilizzati dai grandi registi di National Geographic che, ogni tanto, incontro nei miei viaggi. Per le loro riprese video utilizzano focali che corrispondono a 3000 mm e oltre, se paragonate agli obiettivi delle nostre reflex.

 

D. Saper interpretare il comportamento animale è indispensabile al fine di produrre immagini significative. Intendo dire immagini di valore e non semplici ritratti statici. Negli ambienti africani cosa significa questo?
R. Ritengo che questo sia effettivamente l'argomento principale da affrontare per ottenere immagini forti. Conoscere il soggetto che si vuole fotografare diventa prioritario e determinante per riuscire a cogliere i momenti più importanti della vita del mondo animale. Solo riuscendo a prevedere in anticipo cosa succederà, sarà possibile essere pronti al momento dello scatto; altrimenti, sia a causa del ritardo col quale reagiamo ad un evento, sia per il ritardo dell'apertura e chiusura dell'otturatore - per quanto minimo esso sia - al massimo riusciremo a riprendere solo la parte conclusiva. Ecco quindi il motivo per cui io considero determinante studiare il comportamento della specie che si desidera fotografare. Lunghi appostamenti e lunghe attese, a volte in condizioni precarie, permetteranno di studiare e capire gli animali. Anche se a volte non ho ottenuto le immagini volute, credo che, aver vissuto quei momenti, è stato comunque estremamente gratificante.

 

 

pagine 1 2 3 4 5 6