Il nido in questione si trovava su un vecchio tiglio con diversi buchi a varie altezze. La cavità scelta dal picchio verde era posizionata ad un’altezza di quattro metri, orientata a sud-ovest. Due metri più in basso, un picchio muratore aveva occupato un altro foro rimpicciolendolo con un impasto di argilla dal picchio muratore; le due specie stavano allevando in contemporanea, sullo stesso albero, i loro pulcini.
Ho iniziato ad appostarmi con l’ausilio di un capanno mimetico alcuni giorni dopo la schiusa delle uova. Osservando da lontano col binocolo mi sono accorto, infatti, che i genitori uscivano ed entravano frequentemente nella cavità. E’ sconsigliabile disturbare l’uccello in cova prima della schiusa perché la coppia potrebbe abbandonare il nido, cosa che non succede quasi mai quando i piccoli sono nati.
Il capanno o la postazione devono confondersi bene con l’ambiente circostante, la specie infatti è dotata di un’ottima vista e nota qualsiasi cambiamento nel raggio di parecchi metri dalla cavità scelta.
Questo picchio è molto diffidente e sospettoso per natura e, a differenza di altre specie, può mettere a dura prova la pazienza del fotografo. Una volta posizionato il capanno è consigliabile lasciarlo sul posto per tutto il periodo delle riprese.
E’ importante scegliere un posto che offra buone condizioni di luce, soprattutto al mattino o nel tardo pomeriggio. Meglio non posizionarsi di fronte al foro ma spostarsi lateralmente rispetto ad esso, in modo da poter riprendere i giovani quando, nell’ultima settimana di permanenza nel nido, ormai ben sviluppati, usciranno con la testa dall’apertura per ricevere l’imbeccata.

