Il picchio verde (Picus viridis) è un grande piciforme europeo che frequenta ambienti boscosi aperti, intervallati da coltivazioni, anche vicine agli insediamenti umani. Il nome deriva ovviamente dal colore verde di varie tonalità che ne contraddistingue il piumaggio; il maschio si differenzia dalla femmina per una banda rossa situata alla base della mascherina scura posta ai lati della testa. Nidifica ai margini del bosco o in piante da frutto anche isolate, in cavità scavate con il potente becco, in piante vive o morte che hanno legno tenero come il pioppo, il tiglio, l’acero, l’abete rosso o alberi da frutta. Il picchio può utilizzare anche cavità scavate da altre specie, ad esempio il picchio rosso maggiore, adattando l’entrata alle proprie dimensioni. Il diametro del foro è di circa sette/otto centimetri, l’altezza da terra varia da uno a quattro/cinque metri, mentre l’orientamento è fra sud-est e sud-ovest. In aprile la femmina depone da quattro a sette uova che vengono covate da entrambi i genitori per circa venti giorni. I pulcini, di solito tre o quattro, nascono inetti e vengono alimentati per circa un mese, dopo di che lasciano il nido ma restano ancora per qualche settimana nei paraggi per poi diventare indipendenti.
Trovare il nido del picchio verde non è facile anche quando la specie è presente nel territorio con buone densità; l’uccello infatti si avvicina molto prudentemente al nido e lo raggiunge solo se sicuro di non essere osservato. Intorno al foro di entrata non lascia alcun segno con le zampe o con la rigida coda, come fa invece il picchio nero, poiché si appoggia al tronco sopra e dalla parte opposta del foro e vi entra solo dopo varie evoluzioni intorno al tronco stesso e ai rami.
