Chiedo a Paolo quali sono i suoi pittori naturalisti preferiti e se la fotografia lo abbia in qualche modo assistito in queste sue esperienze pittoriche: “Robert Bateman è stato sicuramente il primo che ho conosciuto e tuttora lo considero, assieme a Lars Jonsson, il principale ispiratore delle mie opere; Johannes Nevala, Chris Rose, Carl Brenders sono altri grandi artisti naturalisti dai quali ho imparato molto e, ultimamente, l’inglese Richard Tratt, con i suoi lavori di farfalle inserite nel paesaggio, ha condizionato non poco i miei ultimi lavori. Certamente il mio passato di fotografo naturalista mi è servito molto, e non solo in termini di materiale archiviato al quale attingere per idee, elaborazioni, ricerca di particolari; la fotografia mi ha insegnato a comporre un'immagine, a equilibrarne i colori, i toni, le masse, a sperimentare prospettive di visione diverse;
attraverso essa ho imparato a interpretare la realtà da angoli di ripresa di volta in volta differenti, a isolare il soggetto oppure ad inserirlo in un contesto ambientale. Tuttora molte delle mie idee pittoriche sono attinte dall’archivio fotografico che ho radunato in oltre 20 anni di attività foto naturalistica; la fotografia mi serve soprattutto per studiare i particolari dei soggetti che dipingo, oppure per ricordare particolari atmosfere.”
Esiste in Italia un mercato per questo tipo di espressione pittorica? “Il mercato della pittura naturalistica, assai sviluppato nei paesi anglosassoni, scandinavi e soprattutto nordamericani, in Italia è povero e poco considerato. Ancora oggi è ritenuta una nicchia per pochi appassionati e soprattutto si pensa alla pittura naturalistica ancora in termini di divulgazione scientifica. Eppure in Italia esistono validi pittori naturalisti che per la maggior parte hanno trovato successo all’estero. Le cose sono ben diverse in Inghilterra dove sono decine le gallerie d’arte specializzate in questo settore, così come negli Stati Uniti. Un settore interessante è quello della pittura venatoria, tipicamente mitteleuropeo ma che recentemente ha trovato ispirazione nella fauna africana.

