Una delle fotocamere analogiche più originali degli ultimi anni è indubbiamente la Hasselblad XPan. Dopo decenni di dedizione al formato quadrato 6x6, la prestigiosa casa svedese ha osato per la prima volta nel campo del piccolo formato; e in più, con un apparecchio a telemetro a ottica intercambiabile dalle caratteristiche assolutamente uniche.
La fotocamera va correttamente definita come una telemetro a “doppio formato”. Utilizzando la normale pellicola 35mm, è in grado di produrre sia il classico formato 24x36mm sia il panoramico 24x65mm. La commutazione tra i due formati può avvenire in qualsiasi momento, intervenendo su un commando esterno posto sul dorso della fotocamera.
Attualmente è disponibile la seconda generazione della fotocamera, denominata XPan II. Rispetto alla prima versione sono stati introdotti notevoli miglioramenti, tra cui la possibilità di utilizzare pellicole all’infrarosso, di sincronizzare il lampeggiatore sulla seconda tendina, di variare il ritardo dell’autoscatto, di mantenere il caricatore della pellicola col terminale d’aggancio estratto. Inoltre, nel mirino vengono ora segnalati tempo di otturazione ed esposizione.
Meccanica generale, finiture e materiali utilizzati sono di livello eccellente. Da sottolineare l’estrema precisione della spaziatura tra i diversi fotogrammi, qualsiasi sia la sequenza tra i due formati, e l’ottimo sfruttamento di tutta la pellicola. Queste peculiarità sono indici di una gestione elettronica alquanto sofisticata.
Con la fotocamera impostata per il formato 24x36mm, l’ottica 45mm f/4 si comporta come un convenzionale obiettivo standard, con un angolo di visione di 51.4°. Tuttavia l’obiettivo dispone di un cerchio di copertura estremamente ampio (circa 75°) per cui nel formato panoramico non si avverte il classico effetto di allontanamento che caratterizza gli obiettivi grandangolari con angolo di campo analogo.
