La variazione della focale dello zoom - come anche la messa a fuoco - non comporta nessuna modificazione delle dimensioni esterne dell’obiettivo. Il passaggio da 200 a 400mm avviene con una corsa piuttosto corta da effettuare in senso orario. Vengono, inoltre, evidenziate le focali intermedie 250mm, 300mm, 350mm. La rotazione è ottimamente frizionata, fluida e ferma nello stesso tempo, senza il minimo “gioco”.
La minima distanza di messa a fuoco è di 2 m, un ottimo valore soprattutto per le focali più lunghe considerando che il Nikkor AF-S 400mm f/2.8D IF-ED si ferma a 3.8 m. Ben controllata, omogenea e uniforme risulta anche la rotazione della ghiera per la messa a fuoco manuale. La messa a fuoco automatica fa ricorso ad un motore interno Silent Wave, per cui l’operazione AF risulta decisamente silenziosa.
La velocità di risposta dell’autofocus è elevatissima sulle Nikon digitali di fascia medio-alta (D200, D2X), mentre ci è apparsa leggermente inferiore sulle digitali della prima generazione, ad esempio sulla D100. Un lieve abbassamento della velocità dell’autofocus avviene con l’abbinamento con il moltiplicatore Nikon TC14-E.
Come la dicitura “G” lascia intuire, sull’obiettivo non è presente un anello di selezione dei diaframmi; il controllo dell’apertura avviene attraverso il selettore collocato sul corpo macchina, digitale o analogico che sia. Il diaframma adotta una struttura a nove lamelle, caratteristica che consente di migliorare in modo significativo la resa delle zone fuori fuoco. In posizione arretrata, in prossimità dell’innesto, trova posto un cassetto portafiltri che consente l’impiego di filtri da 52 mm. Infine, in corrispondenza dell’innesto, l’obiettivo è dotato di un anello di gomma simil O-ring, che garantisce un buon isolamento dall’ambiente esterno e impedisce infiltrazioni di agenti corpuscolari nella zona di contatto col corpo macchina.
Lo schema ottico si compone di 24 lenti riunite in 17 gruppi. Quattro elementi sono di vetro ottico a dispersione estremamente bassa (ED) allo scopo di minimizzare gli effetti dell’aberrazione cromatica.

