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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Alla fine di Agosto ci ritrovammo sulle rive del fiume Muddus. Il rumore fragoroso delle acque e soprattutto della grande cascata alta più di 40 metri, che si getta nel fiume Lule, tolse dalla nostra mente il ricordo di ogni più piccolo fruscio che ci aveva accompagnato tra le fitte abetaie di questo inospitale, selvaggio e al tempo stesso affascinante Parco. Il castoro non volle farsi vedere però riuscimmo ad avvistare la civetta nana.
In quel periodo dovemmo fare i conti con le zanzare che numerossissime si avventavano su di noi. Per fortuna avevamo previsto una situazione simile e, forniti come eravamo di repellente anti zanzare e cappello con rete, riuscimmo a difenderci uscendo quasi indenni. L'autunno non si fece attendere e già tra la fine di agosto e i primi di settembre giunsero le prime avvisaglie. Il cielo di rado si tingeva di blù e le foglie s'incupivano a poco a poco. Trascorsero i giorni e la stella di fuoco s'abbandonò, dopo due mesi vissuti in alto nel cielo, nel suo letto, facendoci capire che l'autunno ormai era giunto alle porte. Le betulle presto si tinsero di rosso e gli uccelli abbandonarono i laghi. Una notte sentimmo dei fruscii attorno alla tenda e incuriositi cercammo di scoprire chi fosse. Con nostra sorpresa una giovane volpe stava frugando in cerca di cibo: gli gettammo della frutta che accettò di buon grado e, così facendo, dopo alcuni giorni diventammo amici riuscendo a fotografare il temerario cucciolo che, dopo una quindicina di giorni, si decise ad intraprendere il meraviglioso viaggio della vita.
Frattanto le foglie cadevano al suolo silenziosamente accompagnate dal vento, ora divenuto freddo e insistente. Il cielo si copriva spesso di nubi portatrici di pioggia e di neve. Una notte ci svegliammo, faceva troppo freddo, intirizziti ci affacciammo dalla tenda scoprendo con nostra meraviglia che stava nevicando. Ormai era giunto il momento di far ritorno in Italia. I laghi iniziarono a coprirsi di neve mentre il cielo blù, che ci aveva accompagnato nei solatii giorni estivi, sembrava scomparso tra i monti della Svezia. Ci fu una sera però in cui il cielo tornò limpido e le stelle, scintillando, salutavano la luna nascente. A poco a poco una luce parve apparire dal nulla irradiando l'universo d'un verde cromo. La scena, toccante, aprì ancora di più i nostri cuori a questo scenario surreale: era una bellissima Aurora Boreale! Ci considerammo fortunati e dopo alcuni giorni fummo costretti a lasciare Muddus. Lasciammo Skaite verso la fine di ottobre mentre la neve, che non sarebbe più andata via, ricopriva le fustaie solenni di quell'ambiente selvaggio e vitale che tanto ci aveva ammaliato nei cinque mesi che ci ospitò.

 

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