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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

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Siamo arrivati a Skaite, dopo un lungo viaggio dall’Italia (vedi informazioni). C'era una piccola piazzola che fungeva da parcheggio e situata sul lato destro c'era una apposita casetta in legno per le informazioni. Ci organizzammo con calma e dopo alcuni giorni, carichi come muli, partimmo per rimanere per circa 5 mesi all'interno dei 50.000 ettari di natura selvaggia.
L'ambiente ci piacque subito: infiniti boschi primigeni di pino silvestre si estendevano davanti ai nostri occhi mostrandosi in tutta la loro bellezza; tronchi marcescenti al suolo ricordavano antiche gesta mentre muschi e licheni facevano a gara per impossessarsi dei possenti alberi ormai al termine della vita.
Attraverso le attonite foreste di pino e dopo vari saliscendi raggiungemmo un pianoro dove mettemmo la tenda. L'altipiano sostenuto da ripidi contrafforti ricoperti di fitte foreste ci sembrava un buon posto per avvistare selvatici. Fu in questa zona che ci appostammo cercando di riprendere scene di vita selvaggia che questi luoghi abbondantemente evidenziavano ai nostri occhi. La prima difficoltà che affrontammo fu quella della notte. Infatti anche alle tre del mattino la luce del sole è troppo forte e per i giorni a venire cercammo di porvi rimedio mettendo delle coperte sopra la tenda che ci avrebbe ospitato ancora per alcuni mesi. La prima settimana trascorse velocemente tra canti di uccelli e ogni sorta di "voce" fino ad allora per noi sconosciuta. Verso la fine di giugno in una calda sera estiva udimmo, con nostra gioia, il tipico canto dell'allocco degli Urali che da allora ci fece compagnia per tutta l'estate.
Fino a quel momento di animali ne avevamo sentiti e visti molti ma in quanto a fotografarli eravamo al punto di partenza. Ci mettemmo di maggior impegno e finalmente, in una mite mattina di luglio, un alce con piccolo apparve nella radura. Pascolavano tranquilli immergendo la testa ogni tanto tra gli acquitrini, godendosi il sole. La scena continuò per alcune ore fino a quando i due, che stavano sempre in all'erta, scomparvero nel fitto.

 

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