Bellissimi i boschi di conifere, con formazioni primigenie di pino silvestre e abete rosso, a cui risultano spesso associati a betulle e pioppi tremuli. Nelle foreste che crescono su terreni umidi si incontra un'interessante flora minore mentre negli acquitrini crescono equiseti e carici e negli specchi d'acqua ninfee e ranuncoli di palude. Intorno alle aree umide vi sono macchie formate da betulle pubescenti, rovi nani, salici cenerini e muschi. Interessante anche la vegetazione dei corsi d'acqua degli ambienti rupicoli. Non da meno la fauna che comprende tra i mammiferi il ghiottone, la lince e l'orso, la cui popolazione è in crescita. Presenti anche l'alce, la renna, la lepre, la martora, la donnola, la lontra e il lemming comune. Le abetaie costituiscono l'habitat di vita per civetta nana, gufo reale e allocco degli Urali. Negli acquitrini fanno il loro nido in gran numero i piro piro boscherecci e varie coppie di strolaga mezzana.
Come potete ben immaginare sono state queste le caratteristiche che ci convinsero a trascorrere la nostra avventura estivo-autunnale a Muddus e anche perché, situato com'è dopo il Circolo Polare Artico, è l'ideale per chi, come noi, vuol vivere alcuni mesi a contatto della natura più selvaggia e inospitale.
Così dopo una quindicina di giorni di preparativi, mio figlio ed io, partimmo per la nostra avventura nordica. Giugno, da sempre, è stato il mese per eccellenza per visitare i parchi scandinavi poiché il sole vigila per tutte le 24 ore sulla tundra e sulla taiga (all'incirca dalla fine di maggio alla fine di luglio), si vive appieno la breve estate nordica. Dopo tale periodo il sole inizia a ridiscendere all'orizzonte fino a scomparire del tutto per alcuni mesi e ritornare pian piano a riconquistare gli spazi celesti. Sempre in questo mese gli animali sono attivissimi ed è appunto abbastanza facile osservarli e fotografarli: cosa altrimenti più impegnativa nei restanti mesi dell'anno.

