Di contro, un moltiplicatore generico ed economico non potrà che abbassare drasticamente la definizione di un'ottica di buon livello. I migliori risultati in assoluto si ottengono con abbinamenti dedicati, ovvero con moltiplicatori espressamente concepiti per un determinato obiettivo o un ristretto gruppo.
In questa occasione abbiamo messo a confronto due moltiplicatori 1.4X, uno originale, il Nikon AF-S TC-14E II e l’universale Kenko PRO 300 DG 1.4X.
Il Nikon fa parte di una famiglia di tre moltiplicatori di focale (1.4X, 1.7X e 2X) del noto marchio destinati alle ottiche della serie AF-S. Gli unici obiettivi non AF-S impiegabili sono l’ AF-I 300mm f/2.8D IF- ED, l’ AF-I 400mm f/2.8D IF-ED e l’ AF-I 500mm f/4D IF-ED. Il suo schema ottico comprende 5 elementi in 5 gruppi ed il peso è di circa 200gr.
Anche il Kenko ha uno schema ottico similare (5 elementi divisi in 4 gruppi) e, come tutta la serie Kenko Teleplus PRO 300 DG, ovvero il duplicatore 2X e il triplicatore di focale 3X, è consigliato per obiettivi di lunghezza focale dai 100mm in su. Gli attacchi previsti sono per fotocamere Nikon AF, Canon EOS e Sony ed il peso è di circa 132gr.
Come si vede la costruzione ottica è similare ma quello che distingue davvero i due moltiplicatori è il costo: senza prendere in considerazione tutte le offerte di singoli operatori nel mercato, italiani o esteri, si può dire che sostanzialmente il moltiplicatore Nikon costa poco otre il doppio del Kenko. Ma dal punto di vista delle prestazioni, tale differenza è giustificata?
La prova
Abbiamo effettuato 6 sessioni di prova su soggetti piani e tridimensionali, sia monocromatici che di colore. La fotocamera utilizzata era una Nikon D200 (sensore a formato ridotto quindi), su un treppiede robustissimo con testa a sfera altrettanto pesante; l’obiettivo di riferimento era il AF-S Nikkor300mm f/4D IF-ED. La luce era data da un illuminatore di luce continua da 1000W, mentre l’obiettivo è stato utilizzato unicamente al diaframma più aperto disponibile. A nostro parere, ulteriori prove a diaframmi più chiusi avrebbero avuto interesse solo teorico poiché, nel campo della natura, i potenti teleobiettivi vengono utilizzati solitamente alla massima apertura.
I risultati delle prove sono stati coerenti tra loro in tutti i casi: nel centro del fotogramma la resa qualitativa è similare, con una leggera prevalenza del Kenko, capace di immagini appena più dettagliate e tridimensionali. In aree situate tra l’asse e i bordi, la situazione si inverte con il moltiplicatore Nikon in maggior evidenza; infine, nelle aree marginali del fotogramma il Nikon 1.4X si mostra decisamente superiore in tutte le prove effettuate.
Al di là delle singole differenze di comportamento, occorre comunque rimarcare l’ottima qualità di ambedue gli strumenti, impensabile fino a una decina di anni da accessori del genere: le immagini sono risultate dettagliate, i colori puliti e contrastati. Anche la funzione AF non è stata penalizzata pesantemente dell’applicazione dei moltiplicatori anche se - ovvio - è risultata un po’ più lenta rispetto alle prestazioni originarie del Nikkor 300mm.
Quale è la nostra conclusione? Una resa ottima nel centro ed un’eccellente rapporto qualità/prezzo per il Kenko PRO 300 DG 1.4X, una resa più uniforme e coerente su tutta l’area del fotogramma per il Nikon AF-S TC14E II. Il prezzo ufficiale di quest’ultimo è di € 542,00 (con numerose e consistenti fluttuazioni verso il basso); per il Kenko è invece sufficiente meno della metà della cifra nominata.
Un ringraziamento a Giuliano Biasio

