Una parte dei fenicotteri nati in Camargue resteranno a svernare sul posto, altri invece migreranno verso la Spagna, il Portogallo, la Sardegna, la Tunisia, l’Algeria, la Mauritania o il Senegal.
Ma, restringere ai fenicotteri il panorama ornitologico di Camargue, sarebbe certamente riduttivo. Diverse decine di migliaia di anatre, sia di superficie sia tuffatrici, svernano qui, soprattutto nello stagno di Vaccarès; quest’ultimo, con un’estensione di sessantatre chilometri quadrati è un osservatorio privilegiato per il naturalista, soprattutto in inverno.
Sono inoltre presenti tutti gli ardeidi europei, con una consistente popolazione di tarabusi (Botaurus stellaris). Sono comuni, un po’ dappertutto, nibbi, falchi di palude, poiane e gheppi. Da segnalare, inoltre, la presenza di avocette (Recurvirostra avosetta), gabbiani rosei (Larus genei), pernici di mare (Glareola pratincola) e diverse specie di sterne, in buoni numeri: sterne zampenere (Gelochelidon nilotica), beccapesci (Sterna sandvicensis), fraticelli (Sterna albifrons), rondini di mare (Sterna hirundo), mignattini (Chlidonias niger), mignattini piombati (Chlidonias hybrida).
Parlando della Camargue, è impossibile trascurare quel singolare - anche se a senso unico - sodalizio tra i cavalli dell’omonima razza e gli aironi guardabuoi. Questi ultimi utilizzano il cavallo come osservatorio privilegiato ma anche come ... mezzo meccanico: durante i suoi spostamenti, l’animale smuove il terreno rivelando la presenza di insetti e anfibi che diventano preda dell’airone. Non solo: di tanto in tanto, l’uccello non manca di ispezionare la folta criniera del cavallo in cerca di insetti.

