Da qualche tempo fotografavo sia con fotocamere analogiche che digitali, ma mi sono reso conto che questa combinazione non era l’ideale. Il mio viaggio a Bosque è stato dunque caratterizzato dalla scelta decisiva di passare totalmente al digitale. Armato quindi di due corpi macchina EOS 10D e obiettivi dal 20 al 500 mm (con 1.4X e 2X) mi sono messo in viaggio.
Il rifugio di Bosque è un classico "wild-drive" americano, un percorso cioè da effettuarsi con l'automobile. Il tragitto, lungo circa 15 miglia, è aperto al pubblico a partire da un'ora prima dell'alba ad un'ora dopo il tramonto.
Oggi la prima tappa della giornata è il "fly deck", una piattaforma di legno dalla quale è possibile fotografare il decollo degli enormi stormi di oche in controluce all'alba. Qui uso il 500mm f/4 USM-IS col moltiplicatore 1.4X, ottenendo una focale (ottica) di 700mm. Con la scarsa luce dell'alba preferisco tempi di otturazione lunghi al fine di enfatizzare la dinamicità del volo. In tali occasioni il digitale costituisce un enorme vantaggio. Il tempo di otturazione "ideale" per ottenere un certo effetto di panning dipende da svariati parametri quali la specie (gru oppure oca?), la distanza dal fotografo, la direzione di volo e l'intensità del vento.
La percentuale di successo è quindi estremamente bassa (nel mio caso circa il 10-15%) ma, grazie ad un confronto immediato tra aspettativa e risultato effettivo, è possibile "aggiustare il tiro" ed ottenere risultati costanti e ripetibili.
Uno degli aspetti più importanti della fotografia a Bosque è la conoscenza della direzione del vento e la posizione del sole. Il rifugio è "La Palestra" per la fotografia di uccelli in volo, ma solo quando sole e vento provengono dalla stessa direzione si ottengono buoni risultati. Due ore dopo l'alba spesso si realizzano tali condizioni. Il luogo ideale per tentare la fortuna è il Farm Deck, un piattaforma al limite nord della strada interna alla riserva. Qui la strada costeggia i campi coltivati dove di giorno si riuniscono le oche polari e le gru per nutrirsi di mais. Continuamente atterrano gruppi di uccelli vicinissimi alla piattaforma di osservazione o direttamente davanti alla strada.

