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Naturaemagazine
è una rivista online di Fotografia naturalistica

Direttore editoriale
Ioannis Schinezos

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Aspetti legali

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Qualche mese fa ho letto un' intervista del fotografo americano Gary Braasch, autore sensibile ed impegnato che già conoscevo dal libro "Photographing the patterns of nature" (Amphoto, 1990). Questo volume conobbe un buon successo negli anni novanta ed è stato recentemente ristampato con nuova copertina e immagini aggiuntive. In un punto dell'intervista Braasch si sofferma sui suoi colleghi, fotografi di natura americani, stigmatizzando la poca attenzione che la maggior parte di loro dedica alle problematiche ambientali del paese:
“I fotografi naturalisti dovrebbero dire di più sulle tematiche ambientali. Molti fotografi che sono membri della NANPA (North American Nature Photographers Association, n.d.r.) non sono affatto interessati alla politica e alla protezione dell'ambiente. Tuttavia, come gruppo di qualificati osservatori, essi conoscono benissimo le aree naturali. Sono esperti di storia naturale con molti sentimenti ed emozioni verso i luoghi che fotografano… ciò nonostante come gruppo sono relativamente silenziosi.”

Devo premettere che non conosco l'attività della NANPA per esprimere un parere a proposito. Cosa sta avvenendo invece nel nostro piccolo "orticello"?
Il nostro “orticello” consiste principalmente di quattro associazioni di fotografi naturalisti, di diversi fotografi competenti e piuttosto noti che rimangono fuori da tali gruppi organizzati e di un certo numero di fotoamatori meno impegnati. Parliamo in tutto di qualche centinaio di persone.
Per quanto riguarda le associazioni, occorre poco per costatare che, il proprio impegno nelle questioni ambientali del paese, è attualmente ad un livello prossimo allo zero. Nella propria storia recente, esse sono impegnate soprattutto nel settore dell'editoria con la pubblicazione di libri e bollettini ufficiali. Tuttavia, si ha l'impressione che tutte queste "manifestazioni" altro non siano che una bella vetrina per i rispettivi autori o per l'associazione stessa. Nulla più. Non si è vista un'azione incisiva, una presa di posizione o una denuncia verso determinate problematiche ambientali, locali, regionali o nazionali.

Per capire invece la sensibilità dei singoli fotoamatori che si occupano di fotografia della natura, ho ritenuto utile visitare alcuni forum. Devo confessare che non amo particolarmente i forum: tranne qualche caso, li trovo dispersivi e disorientanti. I criteri di valutazione delle attrezzature sono spesso approssimativi e del tutto personali, con parametri di confronto diversissimi: come si spiegherebbe altrimenti che lo stesso obiettivo venga considerato mediocre da uno ed eccellente da un altro? Solo in pochi casi è possibile leggere opinioni equilibrate, che tentano di inquadrare l'argomento in modo globale e oggettivo. In qualche caso poi, si organizzano dibattiti che, francamente, sfiorano il ridicolo (fotografo naturalista o naturalista fotografo?).
Per quanto mi è possibile, ho sempre cercato di spingere i fotografi sul campo, di favorire la "sostanza" (scattare immagini) e non la teoria fine a se stessa, evitando annosi e lunghi dibattiti su argomenti del tutto secondari. Ad ogni modo, poiché costituiscono un luogo virtuale di aggregazione numeroso ed eterogeneo, i forum consentono di valutare la situazione generale.

Ho seguito quindi con attenzione un recente dibattito in un frequentatissimo forum nazionale attorno all'argomento: “chi è il fotografo naturalista e cos'è la fotografia naturalistica”.
Ovviamente, i pareri, erano diversissimi:
… qualcuno affida la propria opinione nelle parole di fotografi famosi…
… qualcuno sostiene che la verità sia nascosta nello statuto di un'associazione di fotografi naturalisti…
…per qualcuno natura significa solo animali liberi…
…altri invece non si sentono di condannare chi frequenta zone in qualche modo controllate (parchi, aree faunistiche, ecc)...
…per alcuni è inammissibile l'utilizzo di "esche" di qualsiasi genere…
…qua e là affiorano, anche se esposti con approssimazione, concetti quali …l'etica…i codici di comportamento…
Tuttavia, anche qui, oltre ad un vago e generico "amore" per la natura e gli animali, non si va oltre. In nessun caso trapela che, oltre alla documentazione creativa degli ambienti naturali, compito del fotografo naturalista sia anche quello di denunciare attraverso le immagini, gli effetti negativi dell'azione dell'uomo.

Occorre perciò domandarsi: non è forse troppo povero e limitativo l'utilizzo odierno delle immagini di natura? I migliori articoli pubblicati nelle riviste del settore (Airone, Oasis, ecc) in passato, non si limitavano a descrivere la natura e gli animali di un luogo specifico ma si occupavano anche delle problematiche ambientali; molte volte vi erano denunce ben precise e prese di posizioni severe. Attualmente i lavori editoriali rimangono piuttosto superficiali ed evitano accuratamente - per scelta o ignoranza - di affrontare i problemi ecologi / ambientali. Per ripetere le parole di Braasch, le fotografie sono valide ma i fotografi rimangono “silenziosi”…

La riflessione che spetta a noi tutti è: bastano da sole le "belle" fotografie? Bastano le nostre impeccabili e curatissime inquadrature? Bastano tutti questi articoli "rosa" su questa o l'altra area naturale dell'Italia o del pianeta? Servono alla natura le infinite discussioni sulle linee/mm delle ottiche, gli annosi dibattiti sulla qualità dello sfuocato? E' sufficiente tutto ciò quando, pochi metri oltre le nostre inquadrature, giacciono dei veri e propri mostri ambientali?
Chi scrive conosce bene il ruolo e gli scopi delle associazioni fotografiche che operano nel campo della natura; non sarebbe pretesa ragionevole voler trasformare semplici gruppi di fotoamatori in leghe per l'ambiente o organizzazioni simili. Pur tuttavia, è auspicabile un maggior impegno tangibile sulle questioni ambientali e qualche pagina patinata in meno.
Il corpo morto di un cetaceo spiaggiato "puzza", ma la rispettiva fotografia no ...

Copyright 2007 per il testo
Ioannis Schinezos

 

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