Lassi raccomanda: silenzio assoluto. Possiamo scattare liberamente ai passeriformi che arriveranno numerosi; ma quando sarà il turno dei corvi, allora stop! Puntate gli obbiettivi sulla carcassa e non muovete più un muscolo! I corvi sono le sentinelle delle aquile, afferma, e se non si fermano perché sospettano qualcosa, allora addio aquile, la giornata è persa...
Un po' intimoriti, forse contrariati da questo rigore, rimaniamo in attesa. Ormai è luce piena, c'è anche un pallido raggio di sole. Attraverso le finestre, lunghe e luminosissime, con i vetri a specchio che ci rendono invisibili dall'esterno, il paesaggio è fermo, immobile. D'un tratto, un frullo e su un tronco di un albero mozzo, un folletto nocciola e rossiccio becchetta rapidissimo le tarme e i ciccioli di grasso che Lassi ha distribuito nelle fessure e negli interstizi dei tronchi. E' una ghiandaia siberiana, bellissima. Ecco un’altra, e poi una cincia, due, una cincia dal ciuffo. Non è sempre facile scattare in tempo poiché questi piccoli uccelli sono in continuo movimento. Gli scatti si susseguono. Ho già riempito la mia prima Flash Card da 1 GB, mentre i miei amici seguitano a scartare rullini su rullini.
Poi un frullo più consistente, una macchia rossa e nera e un picchiettare frenetico: è un picchio rosso che sale a spirale lungo il solito tronco. Si ferma e martella. E' bellissimo, superbo. Ma com'è difficile da riprendere: un secondo e la piccola testa scompare dietro il tronco. E la foto è persa…
Tra ghiandaie, cince e picchi la mattinata sta consumandosi così. Ora, a questi uccelli ci siamo un po' abituati. Gli scatti rallentano. E i corvi? L'aquila, soprattutto? Ma ci sono altri soggetti accattivanti: un raggio di sole tra i rami degli abeti, i merletti di ghiaccio di un arbusto in controluce, il luccichio della neve che cade dagli alberi al minimo alito di vento …

